Il contesto

La Provincia di Alessandria in questi ultimi anni sta vedendo crescere costantemente i dati sui flussi turistici, trainati anche dai turisti stranieri che scelgono le nostre colline alla ricerca di autenticità. Nel 2024 si è registrata una crescita del 25,6% rispetto al 2023 (dati Osservatorio Turistico della Provincia di Alessandria). Questo non è dunque solo frutto di un “effetto saturazione” delle Langhe. 

Il territorio offre molto da questo punto di vista ed il cicloturismo è senza dubbio un settore in evoluzione e con ancora ampi margini di crescita. Viaggiando quotidianamente in treno, mi capita sempre più di frequente di incontrare in stazione ad Alessandria ciclisti che arrivano o partono dalla nostra città scegliendo il treno. Come detto, il territorio si presta molto e la scelta è davvero ampia: Basso ed Alto Monferrato, i colli tortonesi ed il novese sulle strade di Coppi, per non parlare dell’Appennino.

Giro ad anello al cospetto del Bialbero di Casorzo, passando per Montemagno

Partendo da Alessandria il Monferrato è proprio dietro l’angolo ed è quindi piuttosto facile programmare un tour ad anello visitando i borghi più caratteristici, spingendosi fino al Monferrato Casalese ed Astigiano.

Quando voglio partire da casa in bici e pedalare tra le nostre colline, il più delle volte,  lo faccio dirigendomi verso Solero, percorrendo la ciclovia lungo l’argine che costeggia la ferrovia, una delle vie più sicure per uscire dalla città. Alessandria è una città che si presta molto ad essere percorsa in bicicletta; tuttavia persistono ancora alcune criticità, in modo particolare riguardo ad alcuni accessi (per esempio il ponte sul Bormida, ad est).

Come detto, questa alternativa offre un passaggio sicuro per noi ciclisti con la possibilità di raggiungere Solero. Da qui, abbandonata la ciclovia, si attraversa il borgo in direzione ovest e si svolta a destra verso Quargnento per poi imboccare nuovamente uno sterrato che conduce al paese che diede i natali al pittore Carlo Carrà e che ospita la bellissima Chiesa di San Dalmazio di stile neogotico. 

Dopo un breve tratto di provinciale in direzione Fubine Monferrato si svolta a sinistra su una strada secondaria che permette di restare lontani dal traffico. Da qui il percorso alterna lunghi sterrati ancora pianeggianti fino a raggiungere il Comune di Viarigi, in provincia di Asti. Prima di arrivare in paese, percorrendo un breve tratto della provinciale tra la frazione Accorneri e Viarigi, si prende il bivio a sinistra che ci riporta su strade sterrate in uno dei tratti più suggestivi.

Il rumore delle auto lascia spazio ai silenzi ed ai suoni del bosco. 

Il rumore delle auto lascia spazio ai silenzi ed ai suoni del bosco. 

Dopo una manciata di chilometri si raggiunge il borgo medievale di Montemagno, classico borgo monferrino arroccato su una collina dalla quale si erge il castello le cui fondamenta sono di un’antica fortezza romana del 972. Qui ci si può rifocillare, nella piazza antistante c’è una fontanella per riempire le borracce ed un bar per ogni evenienza.

Dopo una breve sosta si può ripartire in direzione di Grana e dopo circa 500 mt abbandoniamo la strada asfaltata imboccando uno sterrato sulla destra; da qui inizia una leggera discesa tra i filari della collina. Il percorso è panoramico e ci permette di vedere in lontananza anche il Sacro Monte di Crea. Ad un certo punto si sbuca su strada asfaltata che imbocchiamo svoltando a destra, in direzione Casorzo. 

All’orizzonte la sagoma del Bialbero è ben distinguibile e man mano che ci si avvicina cresce l’emozione nell’osservare questa meraviglia di Madre Natura. 

Un magia o il frutto di un lavoro congiunto? 

Un seme di un ciliegio – molto probabilmente trasportato dagli uccelli – ha attecchito trovando un varco all’interno del fusto cavo del gelso. Accade spesso che nelle cavità dei tronchi possano germinare i semi. Le piante che vi nascono, denominate epifite, a causa della scarsità di humus, non crescono molto e per questo hanno vita breve. In questo caso sono le dimensioni – unitamente alla forma della chioma – che rendono questo albero speciale che è classificato come albero monumentale. 

La bellezza di questa pianta raggiunge il culmine con la fioritura del ciliegio nel mese di Aprile. Un evento da non perdere! 

Presenze silenziose che caratterizzano le nostre campagne, solitari o disposti in fila a delimitare le proprietà dei terreni. Non hanno il fascino e la maestosità delle querce o dei platani, visti singolarmente appaiono piuttosto anonimi anche per via della loro forma tozza e poco appariscente. Ci raccontano però un pezzo della nostra storia rurale, in quanto facenti parte di un sistema economico caratterizzato dalla coltivazione dei bachi da seta.

Quando guardo il Bialbero mi piace pensare ad un suo riscatto. Il brutto anatroccolo che con una magia diventa cigno.

Qui è possibile effettuare ancora una sosta e mangiare al sacco sotto le sue fronde dove è predisposta un’area pic-nic. 

La seconda parte del percorso sarà più su asfalto, sempre su strade a basso scorrimento, anche per velocizzare il rientro in caso di ritardi (il persorso nel suo complesso è equamente distribuito fra sterrato ed asfalto). La traccia passa attraverso alcuni dei borghi più caratteristici del Monferrato Alessandrino fra cui Vignale e Lu Monferrato.

Via Vecchia Lu la considero uno dei passaggi obbligatori in quanto molto panoramica, una sorta di varco virtuale che lega la pianura dalle colline. Tenendoci la collina alle spalle è possibile scorgere dall’alto la città. Siamo a meno di un’ ora da Alessandria, una delle porte del Monferrato.

Via Vecchia Lu

Dati del percorso:

Distanza86 km
Dislivello1.000 mt
Percentuale sterrato50% circa
DifficoltàS 1 (facile)

Scarica qui la traccia


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *